Sveliamo Goobuntu

Di - 6 September 2012 - in

Molti sanno che Google utilizza Linux sia nei propri server sia nei desktop dei dipendenti e la scelta di certo non è difficile da comprendere, visto che Windows ha non pochi problemi con la sicurezza e tende ad essere un sistema piuttosto pesante e difficilmente personalizzabile in base ai propri bisogni.

Alcuni sanno sicuramente che tra tutte le distribuzioni GNU/Linux esistenti, la scelta di Google è caduta su Ubuntu. Da ciò è nata Goobuntu, la distribuzione che ha casa a Mountain View. È sempre stato difficile, però, capire in cosa effettivamente consista questa distribuzione. L’obiettivo di questo articolo è proprio quello di togliere il velo di mistero che la copre.

Prima di tutto è necessario capire perché la scelta è ricaduta su Ubuntu e non su altre distribuzioni. A spiegarcelo sono le parole di Thomas Bushnell, che in occasione del LinuxCon, la famosa conferenza Nord Americana dedicata a Linux, ha parlato di ciò che anima i terminali presenti negli uffici di Google.

“Abbiamo scelto Debian perché i pacchetti e apt (il programma di base che gestisce i pacchetti in Debian) sono anni luce avanti rispetto a RPM (il sistema di gestione dei pacchetti di Red Hat e SUSE)”

Perché allora Ubuntu tra tutte le derivate di Debian?

“Perché la cadenza dei suoi rilasci è meravigliosa e Canonical (la società che supporta Ubuntu) offre un buon supporto”

Quindi Google ha scelto Ubuntu perché è leggero e personalizzabile, la gestione dei pacchetti è efficace e si può fare affidamento su un buon supporto. In effetti, oltre a utilizzare Ubuntu e contribuire al suo sviluppo, Google paga Canonical per il programma di supporto avanzato, anche se Chris Kenyon, Vice Presidente delle Vendite e dello Sviluppo del Business di Canonical, ha affermato che Google non è il loro principale cliente commerciale in ambito desktop.

Cerchiamo però di andare più a fondo e capire in cosa Goobuntu si differenzia da Ubuntu. Non molto, in effetti. Goobuntu consiste infatti in una piattaforma leggera utile agli impiegati per svolgere il loro lavoro quotidiano. Essa fornisce quindi gli strumenti necessari a sostituirne altri che, per vari motivi, possono essere momentaneamente inaccessibili. Pertanto, se Gmail non dovesse funzionare, gli impiegati Google possono utilizzare pine, un client di posta elettronica basato sulla shell di Unix. Goobuntu, inoltre, si basa sull’ultima versione LTS (con supporto a lungo termine) di Ubuntu, quindi se un utente qualsiasi utilizza Ubuntu 12.04, di fatto può dire di utilizzare Goobuntu.

Ciò vuol dire che gli impiegati di Google sono costretti ad utilizzare Unity, l’ambiente desktop nato in casa Canonical che ha raccolto molte critiche? No, ogni impiegato è libero di utilizzare l’ambiente che preferisce, in quanto Goobuntu non possiede alcun DE predefinito. Unity, ad ogni modo, ha portato molti utenti a passare da Mac OS X a Ubuntu, quindi non è poi così male.

Allo stesso tempo gli impiegati non sono obbligati ad utilizzare Goobuntu, ma si tratta di una scelta raccomandata, mentre per usare Windows sono necessari dei permessi speciali, proprio per i problemi di sicurezza che accusa. Inoltre, tutti gli strumenti di sviluppo di Google sono realizzati per Ubuntu, quindi è difficile fare una scelta alternativa.

Una citazione di Bushnell permette di riassumere tutto quanto detto finora:

“Bisogna essere dei folli per utilizzare qualcosa che non sia Linux”

Via | ZDNet

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Mattia Migliorini Articolo scritto da

Studente di informatica presso l'Università di Padova, web designer, amante di Linux e dell'open source in generale. Membro di Ubuntu e di 2viLUG, da gennaio 2012 è collaboratore di Engeene.

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