Tattica AdWords: la quota impressioni esatte

Di - 20 January 2014 - in
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Colonne > personalizza colonne > metriche concorrenza > quota impression corrispondenza esatta nella rete ricerca

Nasce tutto qui. Nel laboratorio del Dr. Frankenstein. “Si può fare” urlava Gene Wilder nel meraviglioso Frankenstein Jr. sotto lo sguardo improvvisamente divertito del quadro dell’avo.
Ma quale è la nostra sfida impossibile? Quale è l’azione diabolica che possiamo mettere in piedi per rendere possibile ciò che fino a qualche minuto prima – di fatto – non lo era?

La domanda a monte nasce da un’esigenza più che attuale. Il cliente, e intendo quello finale, non l’agenzia che acquista AdWords, non capisce quasi mai cosa AdWords sia. Lo vediamo anche dall’uso cannibale delle chiavi di ricerca. Non comprendendo il rapporto query (search > user) / parola chiave (AdWords > azienda), tende a farcire un affamato gruppo annunci di una pletora di termini che vengono fagogitati come in un buco nero insaziabile.
Il punto – o problema – è che spesso il cliente fa pure le cose per bene su sito, e quindi questo si traduce in risultati, pochi, ma visibili. L’agenzia viene allora chiamata per stimolare questi risultati, ma mettendo mano al caos, spesso nella prima fase, produce l’opposto… e cioè i risultati sono disattesi.
Un conto è mantenere l’ordine, un conto è crearlo. E tanto più caos troviamo, tanto più difficile sarà mettere a posto velocemente.
Avete presente quelle persone sulla cui scrivania trovate un mare di roba e che mentre vi guardano capendo che siete disgustati, vi dicono: “si ma io ci capisco”. Ecco… queste sono molte delle campagne cliente.

Ora l’obiettivo però è distopico. Non ci si può fare niente. Nel suo caos, il cliente cercandosi come se non ci fosse un domani, stabilisce una relazione simbiotica tra le sue query preferite e le sue parole chiave. Capisce cioè come fare per apparire ogni volta che interroga Google. Poco importa se ha un ROI da bufera di neve artica.
Arriviamo noi, col nostro fantastico “Anteprima e diagnosi annunci”, ma il cliente persevera nel consumare i soliti tasti della sua tastiera, cambiando immediatamente di umore un secondo dopo avervi scelti come partner.
La sua frase? “Come mai non appaio più col termine XYZ”? (E qui ci starebbe bene il rumore del tuono).

E ritorniamo qui:
Colonne > personalizza colonne > metriche concorrenza > quota impression corrispondenza esatta nella rete ricerca

Perché questo e non la semplice “Quota impression”? Lapalissiano! Perché questo sistema simula i risultati delle chiavi esattamente come il cliente se le immagina.
Far visualizzare quanto è bassa l’impression su un termine che lui non crede neanche che possa palesarsi, non conoscendo l’uso delle corrispondenze, non ha senso.
Mostrare invece l’ipotetica quota esatta, è un modo inequivocabile per dire che nonostante lui si veda, sta perdendo clienti.
Questo naturalmente produce preoccupazione (in come ha lavorato) e infonde nuova fiducia (in come lavorate voi).

Vediamo come recita la piattaforma:
Quota impressioni corrispondenza esatta su rete di ricerca indica le impressioni generate diviso per il numero stimato di impressioni che avresti potuto generare sulla rete di ricerca per i termini di ricerca esattamente corrispondenti alle tue parole chiave.

È bene sempre ricordare che il parametro è spannometrico. Ricordate che essendo influenzato da tutte le variabili di AdWords (CPC sulla giornata, CTR, QS e posizionamento derivante), il valore non è strettamente scientifico, ma indicativo.
La prima cosa da fare è regalare al cliente un gruppo annunci campione. Si inserisce la chiave esatta [] e si mette il corrispettivo inverso sul gruppo generico -[].

La guida recita:
“La quota impressioni è il numero di impressioni che hai ricevuto diviso per il numero stimato di impressioni che avresti potuto ricevere.”

Avresti potuto ricevere, è il modo “Don’t Be Evil” che Google usa per dire: “se tu non avessi usato un cannone per fare un buco nel muro e appendere il quadro”.

Buon report a tutti! E ricordate… Si – Può – Fare!

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Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea "Blubit" Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E' Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

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