Ubuntu: mantenere dati e configurazioni con un comodo script

Di - 23 May 2013 - in
Ubuntu script post-installazione

Tutti gli utenti Linux sanno che questo sistema operativo non è soggetto a rallentamenti che rendono pressoché impossibile lavorare con il computer dopo qualche mese, come invece accade con un altro ben più diffuso sistema. Tuttavia può tornare utile reinstallare il sistema quando esce un nuovo rilascio, invece di effettuare l’avanzamento di versione, in modo da mantenere il sistema più pulito.

Questo procedimento, però, introduce qualche problema: se, per esempio, Ubuntu è installato in un’unica partizione, quando la formattiamo per reinstallare la nuova versione perdiamo tutti i nostri dati, oltre a programmi e configurazioni. In questo articolo vediamo come evitare tutto ciò con qualche semplice accorgimento.

Creare una partizione home separata

È buona norma, quando installiamo un sistema GNU/Linux, creare tre partizioni, una per il sistema e una per i dati, oltre all’indispensabile area di swap. In Ubuntu lo possiamo fare molto facilmente: durante l’installazione ci chiede se vogliamo installare il sistema affianco ad un altro già presente o rimpiazzare una versione di Ubuntu installata in precedenza. Le altre scelte possibili sono cancellare l’intero disco per installare unicamente Ubuntu oppure “Altro…”. Per avere un maggior controllo sulla nostra installazione possiamo scegliere quest’ultima opzione, che ci permette di definire manualmente le partizioni del disco.

Scelta l’opzione “Altro…” e cliccato su “Avanti”, ci viene mostrata una schermata con i nostri dischi, contrassegnati dal nome del file che li rappresenta: /dev/sda il primo, /dev/sdb il secondo e via dicendo. Attenzione: se state installando il disco da chiavetta USB, anch’essa sarà visualizzata, ma ce ne possiamo accorgere facilmente.

Diamo ora uno sguardo alle partizioni di uno di questi dischi. Ogni singola partizione è contrassegnata da un numero:

  • 1-4 partizioni primarie
  • 5-15+ partizioni logiche

Quindi le nostre partizioni primarie potranno essere /dev/sda1 .. /dev/sda4, mentre quelle logiche vanno da /dev/sda5 ad un numero massimo definito dal tipo di disco in uso. Attenzione: possiamo avere solo quattro partizioni primarie!

Ora che abbiamo capito cosa indica il nome delle partizioni, diamo uno sguardo al tipo di filesystem che possiamo vedere nella seconda colonna del programma di partizionamento. Se nel computer è presente solo Windows, troveremo alcune partizioni ntfs. Guardando la dimensione delle partizioni e le etichette possiamo facilmente capire quale corrisponde al disco C: e quali sono quelle create dal produttore e riservate al ripristino del sistema (queste solitamente sono di dimensione molto piccola). A volte troviamo anche una partizione riservata ai dati (disco D:), anche questa individuabile senza difficoltà.

Sta a noi, ora, decidere quanto spazio lasciare a Windows (se vogliamo mantenerlo) e quanto dedicare a Ubuntu. Per creare dello spazio per quest’ultimo sistema, selezioniamo la partizione di Windows che vogliamo ridimensionare e clicchiamo nel bottone “Modifica” in basso a sinistra. Si aprirà una finestra di dialogo nella quale dobbiamo solo modificare la dimensione (in byte) per indicare quanta deve rimanerne a Windows, quindi confermare. Questo processo può richiedere anche diverso tempo, quindi armiamoci di pazienza.
Se invece vogliamo installare solo Ubuntu, allora possiamo tranquillamente rimuovere queste partizioni con il pulsante “-“ (il processo sarà molto più rapido).

Una volta completato l’ultimo passo avremo a disposizione dello spazio libero, che è quello nel quale andremo ad installare Ubuntu. Prima di farlo, però, creiamo le partizioni che ci servono. Selezioniamo questo spazio e clicchiamo nel pulsante “+” in basso a sinistra. Si aprirà una finestra di dialogo simile alla precedente.

Dobbiamo ora ricordare che vogliamo creare tre partizioni, un’area di swap, una per il sistema (/) e una per i dati (/home). Anche qui dobbiamo effettuare una scelta per quanto riguarda le dimensioni. Per prima cosa andiamo a creare la partizione di swap, che dovrà essere grande almeno quanto la RAM: come filesystem dovremo indicare “Area di swap”. In secondo luogo creiamo la partizione root, quella del sistema, per cui inseriamo la dimensione che abbiamo scelto per questa, indichiamo che dev’essere logica se sono già presenti altre partizioni primarie, primaria altrimenti. Come tipo di filesystem indichiamo ext4 con journaling e come tipo di mount “/”, indicando così che qui devono essere installati i file di sistema. Ripetiamo gli stessi passaggi per la partizione home, facendo attenzione ad indicare come punto di mount “/home”.

A questo punto è tutto pronto per l’installazione, quindi possiamo procedere. Quanto fatto finora ci assicura che, in caso di problemi o se vogliamo reinstallare il sistema, i nostri dati presenti in /home saranno preservati, se non andiamo a formattare la partizione corrispondente in fase di reinstallazione.

Uno script per mantenere programmi e configurazioni

Con la creazione di una partizione separata per la home in fase d’installazione ci assicuriamo di conservare i nostri dati se vogliamo reinstallare il sistema, ma non c’è alcun modo di mantenere i programmi e parte delle configurazioni, poiché risiedono nella partizione root, che andiamo a formattare nel momento in cui reinstalliamo Ubuntu. Parlo di una parte delle configurazioni, perché nella home vengono salvate alcune di queste in cartelle nascoste (contrassegnate da un punto all’inizio del nome e visibili premendo Ctrl+H nel gestore di file e cartelle).

Sam Hewitt, membro della Comunità di Ubuntu, ha creato uno script bash per risolvere questo problema. Una volta definiti i nostri programmi preferiti e le configurazioni, ci basterà far girare questo comodo script per applicare il tutto nella nuova installazione.

Bisogna ammettere che lo script originale conteneva diversi errori, pertanto ho provveduto a correggerlo e applicare le mie configurazioni preferite, commentando anche il codice, in modo da renderne più semplice la modifica. Ho rimosso inoltre l’installazione dell’ambiente desktop GNOME, dal momento che possiamo installare la derivata ufficiale Ubuntu GNOME per utilizzarlo.

Nel nostro account GitHub trovate un repository dedicato proprio a questo script. Potete scaricarlo, personalizzarlo ed utilizzarlo quando serve. Oltre ad installare i programmi preferiti ed applicare le configurazioni, effettua l’aggiornamento del sistema, pulisce le vecchie versioni del kernel (che restano salvate ed occupano spazio inutilmente) e svolge altre utili funzioni.

Con questo script non avrete più il problema di dover perdere mezze giornate a reinstallare i vostri programmi preferiti o girare tra questi per applicare le configurazioni a voi ottimali. Possiamo anche facilmente installare programmi come Google Chrome (versione instabile) e Google Talk Plugin, necessario per i videoritrovi di Google+.

Leave a Reply

Mattia Migliorini Articolo scritto da

Studente di informatica presso l'Università di Padova, web designer, amante di Linux e dell'open source in generale. Membro di Ubuntu e di 2viLUG, da gennaio 2012 è collaboratore di Engeene.

Contatta l'autore

Previous post:

Next post: