Ubuntu: rimosso il supporto a XMir dai driver Intel

Di - 12 September 2013 - in
Canonical

Intel ha rimosso il supporto a XMir dai suoi driver Xorg tre giorni dopo che questo era stato aggiunto con un commit di Christopher Halse Rogers di Canonical.

Ubuntu introdurrà Mir nella versione 13.10 per l’hardware che lo supporta e lo farà tramite XMir, un livello di compatibilità che permette di eseguire programmi realizzati per Xorg nel nuovo display server, che è un componente essenziale per realizzare il concetto di convergenza tra desktop, smartphone, tablet e TV ideato da Canonical.

Il vantaggio di introdurre il supporto upstream (a monte) garantisce che qualsiasi distribuzione adotti XMir possa utilizzare i driver così come sono, senza dover applicare modifiche. La rimozione del supporto da parte di Intel non vuol pertanto dire che non sarà possibile usare XMir con schede grafiche Intel, ma che Ubuntu dovrà applicare delle patch ai driver per introdurre il supporto, e come lei tutte le altre distribuzioni che vorranno introdurre l’uso di XMir.

Questo, tuttavia, non significa che il fatto sia meno grave. Cerchiamo però di capire perché Intel abbia rimosso il supporto a XMir dai driver xf86-video-intel.
Il commit in questione è stato accompagnato da una scarna descrizione, che tuttavia la dice lunga:

Ordered-by: The Management

Un secondo commit di qualche minuto più tardi ci dà qualche informazione in più, andando ad inserire delle spiegazioni nel file NEWS dello Snapshot 2.99.902:

 Non perdoniamo o supportiamo Canonical nella linea d’azione da lei scelta e non introdurremo patch di XMir upstream.

– The Management

Si può facilmente capire che questa esclusione sia dettata dall’alto e da motivi politici, non tecnici. Infatti Intel ha scommesso molto su Wayland come display server di nuova generazione, impiegando anche dipendenti a tempo pieno per il suo sviluppo.

Mir e Wayland sono in aperta concorrenza, di quella che in ambito open source spinge a progredire sempre di più, migliorando entrambi i progetti con ritmi sostenuti. È di questa opinione Michael Hall, di Canonical, che su Google+ ha scritto:

L’ho già detto e lo ripeto. Non migliorerete il vostro progetto open source rovinandone un altro.

[…] è come vincere una corsa facendo lo sgambetto agli avversari invece di correre più veloci.

Dal punto di vista dell’utente, comunque, questo fatto non cambia nulla. Gli sviluppatori che vorranno integrare Mir nella loro distribuzione dovranno lavorare di più per sviluppare patch che di volta in volta integrano e mantengono il supporto nei driver per la loro distribuzione.

Via | OMG! Ubuntu!

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Mattia Migliorini Articolo scritto da

Studente di informatica presso l'Università di Padova, web designer, amante di Linux e dell'open source in generale. Membro di Ubuntu e di 2viLUG, da gennaio 2012 è collaboratore di Engeene.

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