Ubuntu Touch: sblocco del telefono con PIN o password

Di - 5 July 2013 - in
Sblocco Ubuntu Touch via PIN

Uno dei punti forti di Canonical è il design: l’abbiamo visto migliorare di continuo in Ubuntu soprattutto negli ultimi anni ed ora veniamo investiti da immagini dell’ottima interfaccia di Ubuntu Touch, la versione della celebre distribuzione GNU/Linux che il prossimo anno farà la sua comparsa ufficiale in smartphone e tablet.

L’ultima novità che arriva riguarda la schermata di sblocco del telefono tramite PIN o password. Sebbene si tratti solo di una demo, essa è ben integrata nel design generale del sistema e ci sono buone probabilità che possa arrivare presto forte di tutte le sue funzionalità. Per cominciare, vediamo questa componente in esecuzione nel seguente video.

Quando il dispositivo è bloccato, restano accessibili il launcher (dal lato sinistro), la barra di sistema (dal lato superiore) e l’accesso alla home (dal lato destro). Se abbiamo impostato un sistema di blocco (attualmente tramite PIN o password alfanumerica), questa entrerà in gioco non appena l’utente tenterà di accedere a dati privati, per esempio nella Dash o nella Galleria.

Provare la schermata di sblocco

Per provare questa funzionalità che al momento non è ancora integrata, ci viene offerto un hack. L’autore è Michael Zanetti, che ha proposto inizialmente la cosa nella mailing list Ubuntu Phone.

Per abilitare lo sblocco tramite PIN è necessario creare il file /home/phablet/.unity8-greeter-demo contenente una semplice riga:

password=pin

Se invece vogliamo abilitare lo sblocco tramite password, il file deve contenere la riga seguente:

password=keyboard

Ad oggi questa funzionalità è ben poco dinamica, infatti il PIN è fissato come “1234” e la password è “password“, ma possiamo comunque provarla. Essa, inoltre, è destinata a scomparire da un momento all’altro, quando sarà messo tutto assieme e migliorato. Questo hack infatti è temporaneo e ci permette solo di giocare con questo nuovo pezzetto di Ubuntu Touch.

Via | Canonical

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Mattia Migliorini Articolo scritto da

Studente di informatica presso l’Università di Padova, web designer, amante di Linux e dell’open source in generale.
Membro di Ubuntu e di 2viLUG, da gennaio 2012 è collaboratore di Engeene.

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