Un ex avvocato di Google all’ufficio brevetti USA

Di - 22 November 2012 - in

Googlab segue ormai da mesi le vicende relative alla cosiddetta “guerra dei brevetti” che si è instaurata fra i giganti (e non) della tecnologia (e non) e appare superfluo ricordare come le vicende più note che si inseriscono in essa, sono quelle che coinvolgono Apple e Samsung, con coinvolgimenti più o meno diretti di Google (per colpa di Android).

In questa sede sembra persino superfluo elencare i numerosi procedimenti giudiziari incardinati in ogni angolo del mondo, i quali, però, nel 90% dei casi hanno per oggetto la presunta violazione di brevetti su nomi commerciali, marchi, design e tecnologie. Tutto ciò è frutto della pessima legislazione americana in materia di brevetti e dell’ancora peggiore struttura dell’ufficio brevetti americano, l’USPTO, il quale ha concesso brevetti assurdi benché passibili di annullamento, quali la forma delle icone quadrate con angoli arrotondati.

Il primo a parlare esplicitamente di stortura del sistema dei brevetti USA è stato il giudice Richard Posner e, successivamente, molti suoi colleghi chiamati a giudicare sulle varie vertenze hanno dimostrato di voler valutare bene i casi al fine di evitare il ripetersi di clamorose sentenze, come quella con cui Samsung è stata condannata ad un risarcimento miliardario solo perché un giurato è riuscito a far cambiare idea al resto della giuria adducendo esperienze personali e per nulla attinenti al caso concreto.

Guardando queste vicende da un punto di osservazione distante si ha l’impressione di assistere ad una lenta, estenuante, imprevedibile partita a scacchi in cui le aziende coinvolte sono le pedine in gioco. Un paio di giorni fa abbiamo registrato una nuova mossa sullo scacchiere.

Michelle Lee è un ex avvocato di Google ed è stata fra le prima a parlare esplicitamente dell’attività nociva condotta dai cosiddetti patent trolls, quei soggetti che possiedono un brevetto e lo difendono in giudizio pur non avendo mai utilizzato pubblicamente la tecnologia brevettata in un proprio prodotto. Nel mese di giugno 2012, dopo aver risolto oltre un centinaio di vertenze su brevetti per conto di Google (promosse principalmente da patent trolls), ha lasciato l’azienda di Mountain View senza rivelare quale sarebbe stata la futura destinazione.

Oggi lo sappiamo: diventerà la direttrice di uno dei tre nuovi uffici satellite dell’USPTO con sede nella Silicon Valley (gli altri due saranno aperti a Denver e a Dallas). Questa appare una scelta felicissima tanto da spingere Caroline Dennison, consulente legale per l’USPTO, a dichiarare che l’assunzione della Lee è la chiara dimostrazione dell’intento di instaurare relazioni più strette e dirette con le aziende del settore tecnologico. Michelle Lee, infatti, ha acquisito una notevole esperienza nelle vertenze contro le cosiddette “entità non praticanti” (la denominazione ufficiale dei patent trolls) e, secondo il direttore generale dell’USPTO David Kappos, la nuova direttrice sarà in grado di trasformare il futuro ufficio satellite in una piattaforma di riferimento per tutti.

L’assunzione di Michelle Lee è considerata un segno positivo per tutti anche se la sua futura attività già oggi viene considerata come una goccia in un oceano fatto di burocrazia inutile e pesante, quale è l’ufficio brevetti americano, i cui peggior difetti sono la concessione di tempi ristretti per far esaminare i brevetti richiesti e l’essere finanziato dai costi di registrazione dei brevetti – il che è, purtroppo, un ottimo incentivo per spingere a chiedere un numero crescente brevetti non sempre utili e/o necessari.

Fonte: ArsTechnica

Leave a Reply

Matteo Luigi Riso Articolo scritto da

Avvocato, programmatore, geek tutto in uno. Una passione smodata per la tecnologia e l’informatica, avido utilizzatore di Google e Android. La sua missione è divulgare e far comprendere la tecnologia e gli aspetti ad essa connessi.

Contatta l'autore

Previous post:

Next post: