Un’altra vittima eccellente delle pulizie di primavera

Di - 19 March 2013 - in
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La scorsa settimana Google ha comunicato ai suoi utenti che tra le pulizie di primavera rientra anche Google Reader, un prodotto molto apprezzato da blogger e newser; il servizio sarà chiuso il 1° Luglio del 2013. Tra le motivazioni ufficiali si annovera la possibilità di concentrarsi su un più ristretto numero di prodotti. Gli utenti del web sembrano non averla presa bene e in pochi giorni le petizioni si sono ammassate l’una sull’altra: quella ospitata da Change.org ha toccato quota 100.000 sottoscrittori. A Mountain View non sembrano intenzionati ad un dietro-front tanto che sono già state ritirate alcune estensioni ufficiali dal Chrome Web Store e le app destinate ai dispositivi mobili. Molti utenti vogliono continuare con queste forme di protesta, bensì altri hanno deciso di adottare l’unica arma che la società dei consumi sembra lasciargli: cambiare prodotto.

Google Reader: chi è questo sconosciuto?

Cos’è in realtà Google Reader e come mai la sua chiusura ha scatenato la furia degli internauti in così poco tempo? Il servizio è uno dei punti cardine nell’integrazione con Blogger ed altri servizi di blogging; da poco infatti si è esteso il supporto ai tweets. Se News permette di essere informati senza preoccuparsi tanto di scegliere le notizie o gli argomenti da cui attingere, il punto di forza di Reader è sempre stata la selezione delle fonti. Questo si può realizzare attraverso l’inserimento dei feed RSS, oppure sfogliando i suggerimenti proposti in base alle abitudini del lettore. Gli RSS sono uno dei più popolari formati di distribuzione dei contenuti sul Web: sfruttano l’XML e consentono di essere aggiornati su nuovi articoli pubblicati dai siti senza doverli visitare manualmente. Reader, inoltre, tiene traccia delle news sotto forma di cronologia o notizie non lette, utili per essere sempre informati e non rileggere gli stessi articoli. L’interfaccia spartana e la semplicità dell’aggregatore di notizie sono stati i fattori trainanti al successo. Negli ultimi anni sono stati inserite anche molte caratteristiche interessanti come i preferiti, in cui si possono salvare delle notizie che l’utente ritiene importanti, e l’integrazione con altri servizi online come Pocket, sul quale si possono salvare degli elementi per leggerli in seguito. Google ha saputo espandere le funzionalità del servizio anche su altre piattaforme come quella mobile: erano presente le applicazioni per Android ed iOS. Se si unisce a questa possibilità il fatto che i contenuti si possono sincronizzare da qualunque posto avviene la consultazione (Web, aggregatori di feed RSS di terze parti o app mobili) si ha una visione piuttosto completa di tutta la malleabilità e potenza che il prodotto offre, ancora per qualche mese, a chi le notizie di solito le scrive: giornalisti, blogger, newser, ecc.

Le alternative mobili e web

La decisione presa da Larry Page e soci è stata vista da alcune aziende come una possibilità servita su un piatto d’argento, tanto da spingerle a fiondarsi nell’affare. Ecco così fioccare dei cloni, realizzati in pochissimo tempo, da Zite o Digg; quest’ultimo aveva già in cantiere un lettore di feed che ora implementerà delle caratteristiche di Google Reader, mutuate dalle API. Si ricordano anche NetVibes e Newsblur molto utili a chi cerca un’ottima interfaccia grafica. Diversi utenti, però, sono migrati verso altri lidi: in soli due giorni circa 500 mila readers sono passati a Feedly. L’azienda starebbe sviluppando un proprio sistema, denominato Normandy, più simile al prodotto di Mountain View, che permetterebbe anche la sincronizzazione dei contenuti tra dispositivi mobili e PC. Di scarso interesse invece sembrano essere gli aggregatori visuali Flipboard e Currents, tanto per citarne alcuni: più utili come alternative all’ottimo servizio fornito da News che per seguire costantemente gli argomenti pubblicati da diverse fonti. Gli esperti del settore non sono rimasti sorpresi da quest’ultima defezione in casa Google; sembrano convinti, piuttosto, di una futura integrazione con Plus, su cui si sta investendo tanto.

Fonti | OMG Chrome, Feedly, Change.org, Digg, Google Reader, Zite

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Emanuele Boncimino Articolo scritto da

Web designer, sviluppatore, tech specialist ed Android Guru: sono gli obiettivi che vorrebbe raggiungere nel lungo termine. Mantiene un ottimo grado di conoscenza del mondo racimolando news estere. Sempre alla ricerca di sfide che possano nutrire la propria mente: Engeene è tra queste.

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