Vint Cerf: Internet deve restare libera e aperta

Di - 3 December 2012 - in

Tutti usano Internet ma non sono in molti a conoscere Vint Cerf, uno dei padri fondatori dell’Internet moderna e, nello specifico, colui grazie al quale è nato il protocollo TCP/IP ossia “la lingua di Internet“. Anche se questa definizione non è tecnicamente esatta, basti sapere che è il protocollo che mette in comunicazione diversi computer in un’unica rete.

Cerf ha manifestamente appoggiato la campagna #freeandopen promossa da Google pubblicando sui blog dell’azienda californiana un articolo accorato per spiegare quanto sia importante l’incontro che oggi, 3 dicembre 2012, si terrà a Dubai presso l’ITU per discutere di nuove regole per Internet.

Google ha già espresso recentemente la propria preoccupazione attraverso i dati pubblicati nel Rapporto Trasparenza, ove evidenzia la crescente pressione dei governi affinché si rilascino dati degli utenti o si rimuovano contenuti giudicati “scomodi”. Contemporaneamente, Google si sta battendo in terra di Germania affinché venga rigettato il disegno di legge che imporrebbe all’azienda una sorta di tassa per poter accedere alle notizie pubblicate online dalle testate giornalistiche tedesche. Tale legge di fatto limiterebbe il diritto ad accedere liberamente all’informazione per i cittadini tedeschi che, fra le altre cose, già stanno subendo gli effetti negativi della “GEMA” su YouTube, la SIAE tedesca con il potere di impedire la visualizzazione dei video ritenuti lesivi del diritto d’autore.

Vint Cerf, quindi, spiega perché bisogna sostenere le campagne d’azione promosse da Google.

Quando nel 1973 insieme ai miei colleghi di laboratorio proposi la tecnologia che oggi sta dietro Internet, eravamo alla ricerca di uno standard libero e aperto che mettesse in comunicazione diverse reti di computer affinché lavorassero insieme; non era una questione filosofica ma squisitamente pratica.
 
I nostri protocolli vennero progettati per costruire le reti di Internet come non-proprietarie e interoperabili fra loro. Impedimmo ogni chiusura e consentimmo contributi da ogni fonte. Questa apertura spiega perché Internet oggi ha acquistato un’importanza elevatissima. E’ senza limiti  e appartiene a tutti, ha portato una libertà senza precedenti a miliardi di persone in tutto il mondo: la libertà di creare ed innovare, di organizzare ed influenzare, di parlare ed essere ascoltati.
 
Tuttavia fra poche ore inizierà a Dubai un incontro a porte chiuse fra i governanti mondiali e l’agenda prevede una serie di colloqui sulla regolamentazione di Internet. L’International Telecommunication Union (ITU) ha organizzato una conferenza che si terrà fra il 3 e il 14 dicembre per revisionare un trattato vecchio di alcuni decenni, sul quale solo i governi potranno discutere e godranno del diritto di voto. Alcune proposte potrebbero consentire ai governi di giustificare la censura della libertà d’espressione o, addirittura, di tagliare l’accesso ad Internet nella propria nazione.
 
(…) Ad oggi più di 1.000 associazioni da 160 nazioni diverse hanno fatto sentire la propria voce e si sono unite alle centinaia di migliaia di utenti di Internet che stanno prendendo posizione per mantenere Internet libera e aperta. Su una mappa interattiva al sito freeandopenweb.com, è possibile vedere come persone da ogni angolo del mondo hanno firmato la nostra petizione, usato l’hashtag #freeandopen sui social media oppure realizzato e pubblicato filmati per spiegare quanto sia importante agire adesso.
 

Fonte: Google Europe Blog

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Matteo Luigi Riso Articolo scritto da

Avvocato, programmatore, geek tutto in uno. Una passione smodata per la tecnologia e l’informatica, avido utilizzatore di Google e Android. La sua missione è divulgare e far comprendere la tecnologia e gli aspetti ad essa connessi.

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