Virtualizzare Android ICS con Buildroid

Di - 20 June 2012 - in

Buildroid è un progetto che crea pacchetti pronti per virtualizzare Android ICS su Linux, tramite VirtualBox.

Virtualizzare Android non è banale poiché, nonostante sia facile virtualizzare il sistema operativo, è piuttosto complesso emulare la parte grafica. Buildroid aggira questo problema grazie ad un emulatore separato per la grafica OpenGL, basato su quello rilasciato da Google poche settimane fa.

Il sistema virtualizzato è del tutto completo, e si può scaricare anche in versione comprensiva di applicazioni Google, compresa Google Play. Rende quindi molto semplice creare un comodo ambiente di test per le proprie applicazioni, pur non avendo un tablet Android.

Per utilizzarlo, prima di tutto è necessario installare VirtualBox. È incluso in tutte le principali distribuzioni Linux, non sarà difficile trovarlo sul gestore di pacchetti che si utilizza di solito.

A questo punto è necessario scaricare l’immagine del sistema piú recente (i file OVA), con o senza Google Apps.

Poi va scaricato l’emulatore grafico. Il link è poco sotto, è un file tgz.

La prima cosa da fare con i file scaricati è decomprimere il tgz e lanciare lo script buildroid.sh, che si trova all’interno. Questo script avvierà una finestra che servirà a mostrare l’interfaccia grafica di Android. Il sistema funziona in maniera client-server: l’Android eseguito da Virtualbox si connetterà a questo emulatore grafico e lo utilizzerà per disegnare le schermate.

Fatto questo, si può fare doppio click sul file OVA, che si caricherà in VirtualBox. Prima di avviarlo, ci si deve assicurare che ci sia una rete solo-host disponibile. Per farlo, si va in File>Preferenze>Rete. Se la lista è vuota, si deve creare una rete solo-host con l’apposito pulsante a destra.

Dato l’OK alle preferenze, bisogna selezionare la rete per la macchina. Le preferenze della macchina sono in Macchina>Impostazioni>Rete. “Abilita scheda di rete” deve essere selezionato, la scheda deve essere connessa a “scheda solo host”, selezionando come scheda quella appena creata o una di quelle disponibili.

Ora è possibile avviare la macchina virtuale. Dopo pochi istanti, comparirà nell’emulatore grafico la schermata di avvio di Android e il sistema partirà. Il mouse funziona al posto del dito per il touch screen.

Tra le applicazioni predefinite ci sono tutte le app principali, ed è possibile configurare il proprio account Google dalle impostazioni:

Viene utilizzata la connessione del PC, che viene vista dal sistema come WiFi, e la navigazione è molto fluida. Non funziona Flash, che ha del codice suo proprietario per interfacciarsi con la CPU, cosa che lo rende incompatibile con la virtualizzazione. Funziona invece molto bene l’audio (ma non il microfono per il riconoscimento vocale):

Google Play come ho detto è disponibile, e permette di installare applicazioni non presenti, come Google+:

Insomma, grazie a Buildroid è possibile avere Android (quasi) del tutto funzionante sul proprio PC, in modo da poter fare i test che si desiderano, senza il timore di rovinare o bloccare un tablet vero e senza la necessità di possederlo. È anche molto pratico per chi sviluppa interfacce web o per chi lavora a temi grafici e sfondi, per controllare la resa su tablet a diverse risoluzioni (la risoluzione è impostabile con un’apposita app di configurazione).

In realtà fa anche venire voglia di averlo, un tablet, ma sono effetti collaterali ragionevoli da dover sopportare.

Buon lavoro!

Via | Buildroid

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Lorenzo Breda Articolo scritto da

Studente di Informatica a Roma, si occupa di programmazione web sopratutto lato server, e di accessibilità del web. Utilizza e ama Debian GNU/Linux, e si interessa di fisica, fumetto, trekking e fotografia (gli ultimi due possibilmente abbinati). Collabora con Googlab da aprile 2012.

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